La 595 Abarth è la versione pepata della Fiat 500, è una piccola peste in grado di accelerare da 0 a 100 in 7,8 sec. E supare i 200km/h (tocca i 205 per la precisione), oggi con questo articolo vi raccontiamo cosa vuol dire Abarth e cosa rappresenta lo scorpione sul cofano.
La Abarth & C. Nacque il 31 marzo
del 1949, dalle ceneri della Cisitalia (chi segue la Mille Miglia sa
di cosa stiamo parlando, una piccola casa che produceva auto sportive
artigianali) per opera dell’austriaco Karl (italianizzato Carlo)
Abarth.
Il logo è rappresentato da uno
scorpione (segno zodiacale di Abarth) e da uno sfondo giallo/rosso, i
colori della città di Merano, dove l’imprenditore affondava le sue
radici.
La vera intuizione arrivò nel 1953
quando comparse sul mercato la “marmitta Abarth”, si trattava di
un silenziatore con doppio terminale e ciò permise alle Fiat 1100
dell’epoca di ruggire e avere un piccolo incremento di potenza, si
calcola che in quell’anno furono vendute oltre 55.000 marmitte
Abarth.
Nel 1955 debutta la prima auto quasi
per tutti, la Fiat 600 e qui Abarth decise di osare, proponendo sul
mercato un kit di preparazione chiamato “cassetta Abarth”.
A differenza della marmitta che costava
poco (meno di 6.000 Lire), il kit costava circa 250.000 Lire (a
fronte di un prezzo d’acquisto della 600 di 590.000 Lire), ma
prometteva di cambiare completamente l’auto, infatti la potenza salì
da 21,5 fino a 41,5cv.
Nonostante ciò il nome Abarth è
sicuramente più legato a quello della 500 del 1957, infatti erano
tantissimi gli esemplari che montavano lo scarico, lo sterzo o almeno
un adesivo raffigurante lo scorpione.

Parallelamente alla produzione, Abarth
puntava tantissimo sulle corse, indimenticabili i duelli nelle gare
in salita fra la Abarth di Arturo Merzario (che poi diventerà uno
dei piloti più amati da Enzo Ferrari) e la Porsche del compianto Jochen Rindt (che perderà la vita nel gran premio d’Italia
di F1 del 1970) seguito nelle gare dal suo caro amico, tale Bernie
Ecclestone.

Le gesta eroiche dei piloti vennero
emulate anche dai giovani sulle strada, nella leggenda la rivalità
fra le 500 dello scorpione (le 595) e quelle preparate dal romano
Giannini.
Quando nel 2007 la Fiat (divenuta
proprietaria nel 1971) decise di rispolverare il nome Abarth dopo
tanti anni (la Stilo Abarth non la voglio nemmeno considerare), è
scesa più di una lacrima agli appassionati, infatti questa nuova 500
Abarth è scelta non solo dai giovani che vogliono distinguersi per
dinamismo e voglia di sportività, ma piace anche ai padri che
vogliono riscoprire le sensazioni che avevano negli anni 60 e 70.

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